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Albino Rocca

La storia della cantina Albino Rocca è quella di una famiglia che respira l’aria di Langa da ben quattro generazioni: tutto ebbe inizio a metà degli anni ’40, con Giacomo Rocca, che dopo un periodo iniziale di vendita delle uve coltivate nei vigneti di proprietà, decise di mettersi in proprio, incominciando a vinificare e a commercializzare il proprio vino in damigiane. Il figlio di Giacomo, Albino, si trovò a ereditare le vigne, e diede il vero e proprio sviluppo, a metà degli anni ’60, all’azienda agricola che porta il suo nome e che è situata nel comune di Barbaresco. Anno dopo anno, acquisendo nuovi terreni e impiantando nuovi vitigni, Albino, dotato di uno spirito dinamico e volto alla sperimentazione, riuscì ad aumentare il prestigio della cantina, anche grazie al grande supporto di suo figlio Angelo, figura a cui si deve, alla fine degli anni ’80, l’inizio della vinificazione separata di alcuni importanti cru di Barbaresco. Oggi l’azienda si sviluppa su una superficie di 18 ettari vitati, ed il comando delle operazioni è affidato alla quarta generazione, tutta al femminile, con Daniela, Paola e Monica che proseguono il cammino, ricalcando le orme di Angelo, Albino e Giacomo. Nei vigneti si coltivano le uve tipiche di queste zone, con l’eccezione dello chardonnay, e tutte le operazioni tra i filari e in cantina sono seguite dall’occhio vigile dell’enologo Carlo Castellengo. Ogni anno si realizzano circa 100.000 bottiglie, suddivise tra 14 etichette, dove dal Cortese al Dolcetto d’Alba, dal Moscato d’Asti alla Barbera d’Alba, tanti sono i prodotti che si possono scegliere. Ad una condizione però: è d’obbligo soffermarsi sull’ampia scelta di Barbaresco presentata, tra cui spiccano l’“Ovello” e il Riserva “Ronchi”, per imparare a comprendere le piccole differenze che, di cru in cru, hanno reso questo grande rosso piemontese il top di gamma dell’azienda Albino Rocca.