Easydive

Altesino

Le austere mura di Palazzo Altesi, al centro del nucleo aziendale, furono edificate a metà del XV secolo dalla nobile famiglia toscana Tricerchi, Il cui stemma di marmo bianco è ancora visibile incastonato sopra l'antico portale di quercia.
Acquistato e ristrutturato da imprenditori milanesi nei primi anni '70, l'Altesino inserì una moderna imprenditorialità in un tessuto economico post mezzadrile e da questo incontro nacque, crebbe e si affermò un nuovo modo di fare e di concepire il vino. Nel 2002 l'azienda è stata acquisita dalla famiglia Gnudi Angelini che si avvale della collaborazione del direttore tecnico Claudio Basla, dell'enologo Paolo Caciorgna e del responsabile commerciale Guido Orzalesi.
Grazie all'entusiastico e razionale programma di sviluppo aziendale della nuova proprietà, l'Altesino è stata dotata di moderne e funzionali strutture per le operazioni di vinificazione, affinamento e imbottigliamento. Su una superficie complessiva di circa 80 ettari. I vigneti consistono in 44 ettari, suddivisi nei crus Altesino, Macina, Castelnuovo dell'Abate (in Località Velona), Pianezzine e Montosoli (quest'ultimo da sempre famoso per la produzione di vini di estrema eleganza). Oltre al Sangiovese di Montalcino, che costituisce la maggior parte degli impianti (e che viene utilizzato per la realizzazione del Brunello, del Rosso di Montalcino e del Palazzo Altesi), si producono Cabernet Sauvignon e Merlot (che in uvaggio con il Sangiovese di Montalcino danno l'Alte d'Alte si e il Rosso di Alte sino), il Trebbiano e la Malvasia (per il Vi n Santo), il Vermentino, lo Chardonnay ed il Viognier usati per il Bianco di Altesino.